mercoledì 28 settembre 2016

Ecco le 1260 pagine delle Motivazioni del Processo d'Appello Misseri/Scazzi (Scaricabili in PDF)

50 commenti:

TommyS. ha detto...

Ciao Massimo

Non riesco a scaricare i file PDF. Potresti gentilmente verificare?

In ogni caso grazie.

PINO ha detto...

Ciao MASSIMO. Vedi che dopo aver cliccato ul link, esce scritto che LA VISIONE NON E' POSSIBILE PRCHE' IL TUTTO POTREBBE ESSERE STATO TRASFERITO IN ALTRO SITO DEL WEB.
Vedi cosa puoi fare. Pino

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Sì, anch'io ho provato ad aprire ma incontro un problema tecnico che spero si risolva. Nel frattempo mi permetto di chiedere a tutti di leggere e, se d'accordo, diffondere l'Appello al link seguente.


https://www.facebook.com/Appello-per-Sabrina-Misseri-e-Cosima-Serrano-1125239470888111/?hc_ref=PAGES_TIMELINE&fref=nf

Giovanni Nuvoli ha detto...

leggere le motivazioni e' un vero e proprio "lavoro", posso rilevare che 1.260 pagine, acclarano tutte le incertezze che l' impalcatura della sentenza, cerca di sostenere.

Chiara ha detto...

Giovanni Nuvoli

infatti è un'infinita arrampicata all'argomentazione.
il che, in vista della cassazione, non è affatto un male.
speren va.

Biologo ha detto...

Deve esserci qualche errore di battitura nei caratteri che compongono i link perché anche io non riesco ad accedervi.

Bruno ha detto...

Purtroppo anche io non riesco a scaricare.

sergio ha detto...

perchè non caricare un file zippato unico su dropbox?
è gratuito e funziona egregiamente bene

Sergio

Mimosa ha detto...

Cliccando sui gruppi di pagine linkati, io sono riuscita ad aprire e leggere.
Ovviamente non ho letto tutto perché mi nausea.
Mimosa

Chiara ha detto...

sì, il problema è risolto.

comprendo e condivido la nausea....non sarai d'accordo, chiaramente, ma la distanza dalla sentenza bossetti è siderale; farei leggere questa solo dopo aver letto quella e poi vedere chi ha ancora il coraggio di dire che quella misseri è una sentenza ammirevole per l'enorme sforzo compiuto di mettere insieme una miriade di (stupidaggini e porcherie) per tarne un verdetto (vergognoso). davvero un confronto impietoso: tanto è logorroica e sciocca questa, quanto lucida e precisa quella.

Mimosa ha detto...

Scusa Chiara, non comprendo la tua affermazione che io non sarei d'accordo? I due casi sono completamente diversi, io mi sono sempre battuta per l'innocenza di Sabrina e di Cosima, mentre sul caso Bossetti mi sono sempre astenuta dal propendere per la colpevolezza e ancora oggi non ne ho idea precisa, nonostante il verdetto (scontato) e le Motivazioni (stranamente giunte in tempi rapidissimi ... rispetto a quelle del processo a Sabrina Misseri).
Mimosa

Chiara ha detto...

uh scusa hai ragione, ho confuso l'utente che scriveva, sorry mimosa...
io non credo sia strano, semplicemente hanno rispettato la tempistica, mica devono essere tutti (censura dell'aggettivo) come le corti tarantine; un elemento aggiuntivo che depone per la serietà di questa, anzi; diciamo però anche che era agevolata dalla presenza di prove, al contrario dell'altra (che appunto avrebbe dovuto assolvere, essendole servite 1300 pagine di cazzate per giungere ad una conclusione che comunque non sta in piedi in base ai pretesi indizi).

Chiara ha detto...

dimenticavo....ciao Mimosa :)))
hai ragione, era un pezzo che non ti leggevo e sono lieta di farlo di nuovo :)
ti dirò che tutto sommato questa sentenza non è un gran male, se non prendo una topica grandiosa nel ritenere che abbia diversi profili da censurare in sede di legittimità....dai che forse è la volta buona! (dita incrociate)

ciò che appare lampante fin dalle prime righe però, è quanto grande sia stato l'errore - più volte stigmatizzato da Tummolo e che mi ha visto presto concorde, anche se non da subito e in ciò l'intuito defensionale gli va riconosciuto appieno (le indubbie difficoltà argomentative potevano comunque venire affrontate senza scadere nel complottismo, così insostenibile in un'aula di giustizia) - di condividere espressamente l'assunto aut-aut "se non le donne, solo misseri", confortando le di lui parole anche solo in un centesimo di quel che disse: andava spazzato via lui con tutto il suo dire e messa in discussione ogni singola pietra angolare dell'impostazione accusatoria. Ripeto, basta leggere le prime righe: l'assist alla corte è stato incommensurabile, facendo com'è stato fatto.

PINO ha detto...

Ciao MIMOSA E CHIARA!
(Caso Scazzi) Dopo aver letto un buon terzo, durante la notte e la mattinata, della cosiddetta "motivazione", ho notato che oltre ad essere una nauseante logorrea, e anche noiosamente ripetitiva, nella "recitazione" di fatti che sono mancanti di alcun elemento probatorio.
Sono con voi, nel ritenerla inidonea, a riconfermare la sentenza comminata.
Ritengo inutile continuare a leggere considerazioni del tutto gratuite.
Ciao, Pino

Chiara ha detto...

Pino hai ragione, logorroica e ridondante in maniera direttamente proporzionale alla mancanza di argomenti spendibili con poche, ragionevoli e precise parole; quelle molte e noiose vengono tenute insieme da un collante di petizioni di principio che hanno buone probabilità di non reggere l'impatto del vaglio della suprema corte.
facile però è il rischio - proprio per l'avviluppo soffocante di parole - di mal formulare l'impugnazione, scadendo in istanze che rischiano d'apparire di riesame del merito, ma fortunatamente abbiamo dalla nostra un cassazionista esperto che non scivolerà nella trappola.

magica ha detto...

condivido : è un indecenza bella e buona .

CHIARA ha detto...

CHIARA,
mio nipote, pm e vice Procuratore del tribunale della mia città, ieri sera mi diceva proprio che in certi casi, la difesa deve stare attenta, nell'impugnare una sentenza, a non farla apparire come un riesame del merito, per non urtare la sensibilità dei componenti la Suprema Corte.
E dev'essere certamente così, dato che anche tu avverti lo stesso rischio.
Comunque non mi trovi d'accordo, con la presenza, di tre mesi, del corpo della vittima, sul luogo del ritrovamento, per le ragioni che ho già specificato, e che le tue intelligenti, ma differenti valutazioni, non hanno modificato.
L'implicazione di MGB, solo o associato all'omicidio di Y, e un discorso a parte, che "vedrebbe" chiamati in causa, altri episodi ed altri personaggi.
Vado a fare un riposino, ciao!

PINO ha detto...

p.s. Errore di battuta: al posto di PINO ho scritto CHIARA, quale mittente del post. P

Manlio Tummolo ha detto...

Molto rapidamente: grazie sempre a Chiara per le citazioni. Dati i tempi ristretti non ho tempo di leggere, ma chi abbia una qualche esperienza su come si scrivono le carte giudiziarie (talvolta con fogli bianchi o con poche parole), non fa fatica ad immaginare l'insieme, che poi è una ripetizione di materiale già visto. Sta di fatto che le prove di come si sia svolto questo delitto non sussistono, è l'unica cosa evidente. La vignetta iniziale spiega in perfetta sintesi come funziona questo mondo. Vedrò se mi riesce di approfondire la lettura e la questione. saluti a tutti, Manlio

Luca Cheli ha detto...

Vorrei spendere anche io due parole in merito alla motivazione di appello del caso Scazzi/Misseri (sono arrivato intorno a pag 850 e poi e uscia quella di Bossetti e per me al momento quel caso è prioritario, anche perché l'ho seguito sin dall'inizio processuale, diversamente dall'altro, perché ero occupato con quello di Perugia).

Chiaramente è molto più facile e veloce scrivere una motivazione per un caso come quello di Brembate: hai un elemento probatorio fortissimo (il DNA), se lo ritieni genuino come la sentenza fa, e quindi ci costruisci la motivazione.

Tutto il resto (sferule, fibre, ricerche al computer) fa solo da contorno: togli il DNA e crolla tutto (che è poi sostanzialmente, anche se non esclusivamente, quanto è successo con il caso Kercher).

Ad Avetrana invece devi mettere su una spiegazione interamente basata su testimonianze che variano nel tempo e a proposito del tempo, riferimenti involontari a Calderon de la Barca, con una teste che diretta, de relato o de relato de relato, appare dappertutto fino al punto che la motivazione deve spesso e volentieri difenderne l'attendibilità.

C'è una sola prova che si possa definire scientifica, basata sulla copertura delle celle, ha comunque un valore molto indiretto e ciononostante la motivazione disattende sostanzialmente, per quanto riguarda Cosima, i risultati della perizia collegiale di appello ...

Insomma è chiaro che bisogna scrivere tanto, tanto, tanto e talvolta citare testimonianze un po' troppo, troppo, troppo.

Sul fatto che non si sarebbe dovuta impostare la difesa come un aut aut, tuttavia ad essere realisti, non vi è mai capitato di leggere in motivazioni di condanna (tipo Stasi, tanto per fare un nome) "chi se non lui" e "la difesa non ha saputo proporre scenari alternativi"?

Credo che anche la conoscenza di questa realtà abbia pesato sulle scelte del pool difensivo.

Per quello che riguarda la Cassazione, quando vogliono nel merito ci entrano anche a pié pari.

Chiara ha detto...

Luca (penultimo periodo del tuo)

sì lo credo anch'io e d'altronde se ci si prova quando si hanno appena pochi spunti appannati, figuriamoci avendo la manna di un reo confesso; chiaramente il mio era un mero giudizio ex post sulla scorta dell'incipit della sentenza, che suona come uno schiaffo; è anche un giudizio molto teorico molto teorico, giacchè come ben noti, per quanto bella e perfetta la prospettazione strategica, la realtà è un'altra cosa. La realtà è che tra le due scommesse non era facile scegliere e secondo me il prof. Coppi ha scelto quella più congeniale non solo a lui ma proprio alla situazione di partenza: la prima scommessa era appunto farsi seguire sulla strada della pista alternativa, ma obiettivamente fare i conti senza l'oste, ch'era una giuria completamente impregnata già del concetto lui-o-loro; la seconda era portare a dibattimento una posizione processuale di coimputato marginale, ma molto compromettente rispetto al capo d'imputazione principale, da giocarsi tutta in cassazione, sapendo perfettamente di non portarla a casa nei gradi di merito; una scommessa sulla motivazione insomma. E credo possa essere vinta. Vedremo.

Chiara ha detto...

Pino

probabilmente un malinteso, non ricordo di aver più di tanto argomentato sulla permanenza del corpo; l'ho fatto invece con riguardo all'epoca del decesso, con la questione del pasto, definendo inverosimile la coincidenza di cibo tra l'ultimo pranzo a casa e quello ipoteticamente datole da pretesi rapitori.
(in realtà anche qui voglio dare una dritta contro il mio "interesse argomentativo": quando, a chi e a fronte di quali domande, maura panarese ricostruì quel pasto? dubito glielo abbiano chiesto prima del terzo mese dalla scomparsa...allora interessante sarebbe leggere i verbali: è stata in qualche modo suggerita la risposta? o magari invece lei è una di quelle madri, io ne conosco, che hanno un menù settimanale sostanzialmente fisso?)

sulla permanenza del corpo io non posso che rinviare alle argomentazioni esposte dalla corte sulla base di perizie che non sono state contestate. rectius: lo è stata quella medicolegale (ma in forma dubitativo-alternativa, nel senso non di dire "è invece colà e tu hai sbagliato" bensì "potrebbe anche essere colà e tu non dovresti spendere certezze") ma non mi risulta altrettanto per quella entomologica, quella botanica e quella geologica; la sentenza, che pur rende conto sempre delle obiezioni difensive laddove ci sono, sul punto dice che non ve ne sono state...voi avete diverse notizie?

Chiara ha detto...

per tua comodità, se non hai letto la sentenza, ti sintetizzo qui grossolanamente gli elementi che la corte valorizza in base a quelle perizie:

Impronta del corpo sul terreno, dopo rimosso il cadavere

Terreno sottostante impregnato di liquidi putrefattivi

semi non germogliati sotto il corpo indicano presenza almeno da un mese
ma
foglia non essiccata nel terriccio sotto il capo riconduce invece all'autunno (ranalletta eccepisce che manca conferma fotografica del rinvenimento; però se verificato, concorderebbe su conclusioni; d'altronde la foglia fresca poteva soltanto essere autunnale e non del periodo di scoperta del corpo o comunque invernale)

larve di insetti diversi, alcune riconducono a un mese almeno, altre sicuramente a tre mesi e fanno parte di diversi momenti depositori, com'è normale, della stessa specie di insetti (e questo sarebbe altro argomento perchè non sia mutato l'ambiente....da rileggere però, che l'ho capito meno di altri punti)

terriccio e vegetali di quel campo presenti in profondità nelle ferite; potrebbero essere di altro campo con elementi uguali, ma allora perchè spostarlo da un campo ad un altro

vegetali tipici anche sotto unghia e nel braccialetto

ciuffo nella mano da strappo agonico, altamente improbabile che fosse rimasto dopo uno spostamento

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Attenzione, gli ultimi due commenti si riferiscono ad altro caso, penso siano finiti qui per errore.

L'INCREDIBILE DRAMMA DI COSIMA SERRANO E SABRINA MISSERI.

Torniamo all'argomento dell'articolo, per favore: le motivazioni della condanna all'ergastolo di Cosima Serrano e Sabrina Misseri, secondo grado dl processo Scazzi. Nell'indifferenza pressoché generale si sta consumando un dramma dalle proporzioni indicibili, che merita la nostra attenzione.

Si avvia a conclusione un iter giudiziario segnato da gravi anomalie, paradossi, errori evidenti anche ai non giuristi, ma soprattutto dall'incredibile sforzo di frantumare un alibi granitico e ignorare la confessione di Michele Misseri, ribadita anche davanti ai giudici del primo grado e da anni da lui invano ribadita e ripetuta. Due innocenti (palesemente contro le due imputate c'è il nulla, anzi, visto l'alibi, direi meno ancora del nulla) rischiano di finire la loro vita in carcere, ingiustamente. Un incubo spaventoso che supera la fantasia di Kafka, e travolge due persone già segnate, negli ultimi sei anni, da un cumulo di sofferenze che neppure i tragici greci avrebbero potuto immaginare. Loro però non sono personaggi letterari, sono persone in carne ed ossa ristrette in carcere da quasi sei anni, e di cui ben pochi si occupano, cosa per me assolutamente inspiegabile e, permettetemi, davvero vergognosa.


Annamaria Cotrozzi ha detto...

Le motivazioni della sentenza d'appello del caso Scazzi, che ho intrapreso a leggere da giorni, pagina dopo pagina mi hanno lasciata e mi stanno lasciando allibita, approfondendo il mio sgomento: no, non si può, non è assolutamente accettabile che si pensi di basare due ergastoli su quegli elementi e con quelle modalità argomentative, con quegli stravolgimenti continui di dati oggettivi e testimonianze, con quei voli di pura fantasia, con quel nulla di nulla a carico delle imputate.

In ballo è la vita di due persone, ma anche la dignità di tutti noi, in nome dei quali quelle condanne sono state emesse.

Non occorre essere giuristi per riconoscere a ogni passo i falsi sillogismi, i sofismi, gli autoschediasmi e le tautologie che sostanziano il tutto, i ragionamenti contra sensum e da vertigine, i labirinti logici, il cane che si morde la coda, un puntello che regge un alto puntello, e quello strano gioco dell'oca che ci porta ogni volta a imbatterci in una formula che, in tali contesti, è di una arbitrarietà stupefacente: "risulta dimostrato". Ma dimostrato che cosa? Leggere per credere, chiedo davvero a tutti di farlo, così ne parliamo. Chiedo a tutti di leggere, non ce la faccio a raccontarvi, a riassumere adeguatamente. Mi sto appuntando via via le discrasie più eclatanti che rilevo, ma è perfino difficile trascegliere per esemplificare. Rinnovo, per ora, l'invito alla lettura attenta. Veramente questo caso è diventato qualcosa di surreale, ma, ripeto, non siamo in letteratura, né in quella dei generi alti, né in una fiction televisiva, e ogni giorno che quelle due persone passano ancora in carcere aggiunge tragedia a tragedia, assurdamente, concretamente.

Annamaria Cotrozzi ha detto...

A fronte di tutto questo, la coscienza civile impone che si faccia qualcosa. Per questo chiedo di dare l'adesione al seguente Appello, del quale, per ragioni di spazio qui consentito, pubblico solo l'inizio, raccomandandone la lettura completa alla pagina FB raggiungibile da questo link: https://www.facebook.com/Appello-per-Sabrina-Misseri-e-Cosima-Serrano-1125239470888111/?hc_ref=PAGES_TIMELINE&fref=nf

APPELLO: Avetrana, paradigma della spettacolarizzazione mediatica e caso giudiziario dai molti paradossi. Una presa di posizione controcorrente avverso la deriva giustizialista e l'omologazione del giudizio.

SOMMARIO
1. Appello
2. Breve cronistoria
3. Il "processo mediatico", caratteri e considerazioni
4. La richiesta di rimessione ad altra sede
5. Moniti della Cassazione sul "processo mediatico"
6. Ragioni del presente appello
7. Perché riteniamo il caso di Avetrana una vicenda processuale colma di paradossi
8. Auspicio
9. Appendice. Codice di autoregolamentazione dei processi in tv, Articolo 1

1. APPELLO
Lanciamo questo APPELLO perché riteniamo necessario far sentire una voce fuori dal coro intorno alla vicenda dell'omicidio di Sarah Scazzi e al processo svolto a Taranto.
Al di là del dibattito tra accusa e difesa, tra innocentisti e colpevolisti, desideriamo affermare la necessità di un ritorno a forme di confronto pacate su questo come su altri casi giudiziari e a stili di informazione che, tenendo fermo il principio della non colpevolezza fino a sentenza definitiva, mettano effettivamente il pubblico in condizione di formarsi un'opinione corretta su fatti oggetto di accertamento giurisdizionale, conformemente a quanto enunciato all'articolo 1 del Codice di autoregolamentazione per i processi in tv (riportato in calce).
Per questo motivo lanciamo questo APPELLO che invitiamo tutti a diffondere.

............ (SEGUE, v. https://www.facebook.com/Appello-per-Sabrina-Misseri-e-Cosima-Serrano-1125239470888111/?hc_ref=PAGES_TIMELINE&fref=nf)

Giacomo ha detto...

Benvenuta Annamaria,
Concordo pienamente con il tuo intervento, ispirato a sentimenti molto nobili e condivisibili.

Naturalmente sto ultimando la lettura della sentenza e una delle prime osservazioni è che essa altro non è che il girare a testa bassa come un disco rotto, riproponendo gli stessi vieti argomenti sostenuti dall'accusa e che PRESUMONO, senza alcuna dimostrazione, la responsabilità di Sabrina prima e della madre poi, a partire dalla prima ordinanza d'incarcerazione di Sabrina, via via ampliatasi con le varie ordinanze dei tribunali del riesame, fino alla sentenza di primo grado, di cui questa d'appello altro non è che una quasi integrale riproposizione.

Il tuo intervento è come una ventata di ossigeno di alta montagna che si augura possa disperdere l'aria stagnante di cui ultimamente questo blog si è andato impregnando.

Speriamo che ci possa essere un colpo d'ala.

Saluti a te e a tutti gli amici del blog.

Giacomo

Vanna ha detto...

Ottimo articolo Anna Maria, condivido in toto.

Vincenzo ha detto...

Buonasera.
La settimana scorsa ho terminato la lettura delle motivazioni. Sono stato celere, sì, ma la mia fortuna è stata averle cartacee e prima della pubblicazione del nostro caro Massimo.
Ebbene, amici del blog, parliamo di 1260 pagine il cui obiettivo è forzare, inventare, supporre affinché il nulla, che tale resta e resterà, venga valorizzato.
Basti pensare che il sogno del fioraio viene narrato in circa 300 pagine, quasi la stessa giudice De Felice fosse titubante se dichiarare un racconto tanto contraddittorio e stridente con le risultanze processuali come un fatto accaduto realmente. Le macchine spostate dopo due anni, chi in un flash vede particolari ma sbaglia gli orari; chi non vede l'orologio diventa attendibile dopo mesi; chi l'orologio l'ha visto o si sbaglia o viene confuso da Sabrina.
Il movente, o meglio, i moventi che dovrebbero aver spinto Cosima e Sabrina ad uccidere Sarah non raggiungono la consistenza e l'univocità con i dati - il corpo denudato, i 5/10 euro con la promessa di non darli a nessuno, una violenza postuma confessata, una pacca sul sedere data qualche giorno prima, le frasi di matrice sessuale sul corpo e l'abbigliamento della ragazzina - riconducibili al fortissimo movente sessuale di Michele Misseri.
Gli elementi non con una doppia ma addirittura tripla lettura vengono letti contro le imputate.
A volte ho pensato di essere masochista, perché leggere questa sentenza fa stare malissimo. Siate forti di stomaco, mi raccomando.

Un abbraccio a tutti!

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Ex falso sequitur quodlibet.


La sintesi di queste motivazioni potrebbe essere data da questa locuzione latina. Quando si abbandona la strada del vero, a quel punto è possibile fare qualunque enunciazione

Giacomo ha detto...

UNO DEI PUNTI CRITICI DELLA SENTENZA D'APPELLO. (pag 858 e segg)
L'orario della PRIMA visita a casa Scazzi dopo la scomparsa di Sarah.
Sul punto recita testualmente la sentenza pag 858:
La prima visita a casa Scazzi da parte della Misseri, accompagnata dalla Spagnoletti, deve essere fissata NECESSARIAMENTE alle ore 14:52:58
La sentenza dunque, recependo la ricostruzione dell'accusa, colloca l'orario della prima visita alle 14,52,58, in base alle chiamate senza risposta inviate al cellulare di Concetta Serrano, laddove Sabrina sostiene, A RAGIONE, che quello è l'orario della SECONDA visita.
La prima visita è quella di Sabrina che chiede “Sarah si è sbrigata?” a cui lo zio Giacomo risponde “ma se è uscita ADESSO!” e da cui si ipotizza “forse Sarah ha fatto un'altra strada, andiamo di nuovo a casa mia”, la seconda è quella delle chiamate senza risposta, cioè quella delle 14,52, in cui Sabrina dopo essere andata e tornata da casa Misseri, comunica l’esito negativo delle ricerche. Dopo questa seconda visita si allarmano tutti.

Analizziamo più a fondo.
-La PRIMA visita ci fu verso le 14,46. Quest'orario si deduce dall'ora di partenza di Sabrina e Mariangela da casa Misseri alle 14,42, subito dopo la prima chiamata al cellulare di Sarah, e dai tempi necessari per coprire in automobile la distanza casa Misseri e casa Scazzi, che sono di circa DUE minuti. E non dieci!
Durante quel primo tragitto Sabrina, come dichiara Mariangela a seguito di PRECISA domanda del p.m., NON EFFETTUO' ALCUNA CHIAMATA (tranne la seconda chiamata al cellulare Sarah registrata dai tabulati alle 14.44,34") (6a udienza pag 135)
La prima volta che arrivano a casa Scazzi apre lo zio Giacomo, che ha Concetta alle spalle, e Sabrina gli chiede: zio, s'è sbrigata Sarah? E Giacomo e Concetta rispondono: Ma se è uscita ADESSO!(3a udienza pag 232). Sabrina Giacomo e Concetta convengono che, se non l'hanno incontrata, è forse perché Sarah ha fatto un'altra strada e può darsi che nel frattempo sia arrivata a casa di Sabrina. Sabrina torna in macchina e comunica questa ipotesi a Mariangela. Ripartono verso casa, dove arrivano verso le 14,48-14,49. Senza scendere dalla macchina Sabrina chiede a Misseri, che è fuori del garage e sta armeggiando vicino alla Marbella che nel frattempo è stata spostata, se Sarah è arrivata. Misseri risponde di no.

- La SECONDA VISITA. Subito Mariangela e Sabrina ripartono verso casa Scazzi, per controllare se Sarah fosse tornata indietro per un qualsiasi motivo. Nel frattempo Sabrina telefona due o tre volte alla zia Concetta senza avere risposta (i tabulati dicono, nota 419 a pag 859 sentenza), che ci furono tre chiamate senza risposta da Sabrina a Concetta alle 14.49.52, 14.50.52, 14.51.43). Arrivano quindi a casa Scazzi alle 14,52 e Sabrina comunica l'esito negativo delle ricerche. Concetta a questo punto si allarma ed esclama "l'hanno presa" ed invita il marito a tirar fuori l'auto per fare un breve giro e poi andare dai Carabinieri dove arriveranno poco dopo le 15. Sabrina intanto si precipita in macchina, allarmata anche lei, e solo adesso esclama “l'hanno presa, l'hanno presa”. Le due sorelle Spagnoletti, cambiando la prime testimonianza di Mariangela, collocheranno illogicamente ed erroneamente questa frase al primo ingresso di Sabrina in macchina, subito dopo il loro arrivo.
Comunque Sabrina e le sorelle Spagnoletti partono e vanno dalla zia Emma a chiedere notizie. Nel frattempo passano in macchina Concetta e Giacomo che si stanno recando in caserma, come abbiamo visto, per denunciare la scomparsa. Sono da poco passate le 15.

(continua…)

Giacomo ha detto...

(...continua)
Perché il pm ha insistito tanto a sostenere che Sabrina arrivò a casa Scazzi la PRIMA volta alle 14,52? Il pm è convinto (e la sentenza recepisce ERRONEAMENTE questa convinzione) che Sabrina abbia voluto allontanare rapidamente Mariangela da casa, per dare agio al padre di fare scomparire il corpo di Sarah. Contesta infatti a Sabrina una telefonata delle 14,55 fatta al padre. Sabrina risponde che con quella telefonata, fatta al padre subito dopo la SECONDA visita a casa Scazzi, voleva sincerarsi se Sarah fosse nel frattempo arrivata a casa Misseri dove erano appena state, in modo che se Sarah non fosse arrivata, potessero iniziare direttamente le ricerche senza prima dover tornare a casa sua, ma che il padre le aveva risposto “sto andando fuori Avetrana”. Ed il p.m. le chiese, sul presupposto erroneo che quella telefonata era stata fatta dopo la PRIMA visita: ma allora com’è che suo padre stava ancora al garage, quando tornaste? Il pm è infatti convinto che quella telefonata delle 14,55 fu fatta da Sabrina per avvertire il padre che lei e Mariangela stavano per tornare e che quindi non si facesse sorprendere mentre caricava il corpo.
Sabrina ha insistito che quella telefonata fu fatta dopo la SECONDA visita. ma il pm e, quel che è più grave, anche la sentenza d'appello, è rimasto ancorato alla convinzione, basata sulla dichiarazione di Concetta che Sabrina arrivò mentre lei si accingeva a telefonarle, avendo visto sul cellulare delle chiamate non risposte. E siccome l’ultima chiamata senza risposta è delle 14,52, il pm (e la sentenza conformemente, ma ERRONEAMENTE) deduce che quello fosse l’orario della prima visita, incurante dell’ILLOGITA' che ne deriva e cioè che il percorso che richiedeva DUE minuti di automobile, sarebbe invece stato eseguito in DIECI minuti.
Ma SOPRATTUTTO non è assolutamente citata nella sentenza, pur zeppa di riferimenti alle testimonianze dibattimentali, la testimonianza della Spagnoletti sul punto, che NEGA SENZA INCERTEZZE che Sabrina durante quel primo percorso abbia effettuato delle chiamate se non quella al cellulare di Sarah delle 14,44.(6a ud, pag 135,vedi nota 1)
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Nota 1 Testimonianza Spagnoletti (6a ud, pag 135).
P.M. M. BUCCOLIERO - Quando partì per la prima volta da casa di Sabrina e andate a casa di
Concetta, si ricorda se Sabrina ha fatto o ricevuto
delle telefonate o dei messaggi? Al di là di quelli sul
cellulare di Sara.
DICH. Mariangela SPAGNOLETTI - No, la prima volta no.
P.M. M. BUCCOLIERO - Cioè la prima volta però vi spostate da Sabrina, andate a casa di Concetta.
DICH. Mariangela SPAGNOLETTI - La prima volta no.
P.M. M. BUCCOLIERO - In quella circostanza, se si ricorda.
DICH. Mariangela SPAGNOLETTI - No.
P.M. M. BUCCOLIERO - No che non ha visto o che non si ricorda?
DICH. Mariangela SPAGNOLETTI - No, non... NON L'HA PRESO PROPRIO IL CELLULARE.
.....
Durante il primo percorso, in base alla precisa testimonianza della Spagnoletti, Sabrina non ha chiamato Concetta! E allora come fa Concetta a vedere delle chiamate di Sabrina sul suo cellulare, proprio nell'istante in cui Sabrina bussa alla sua porta la PRIMA VOLTA???
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Buona sera a tutti gli amici del blog.

Giacomo

Chiara ha detto...

Giacomo:
"UNO DEI PUNTI CRITICI DELLA SENTENZA D'APPELLO. (pag 858 e segg)
L'orario della PRIMA visita a casa Scazzi dopo la scomparsa di Sarah.
Sul punto recita testualmente la sentenza pag 858:
La prima visita a casa Scazzi da parte della Misseri, accompagnata dalla Spagnoletti, deve essere fissata NECESSARIAMENTE alle ore 14:52:58
La sentenza dunque, recependo la ricostruzione dell'accusa, colloca l'orario della prima visita alle 14,52,58, in base alle chiamate senza risposta inviate al cellulare di Concetta Serrano, laddove Sabrina sostiene, A RAGIONE, che quello è l'orario della SECONDA visita.
[...]
-La PRIMA visita ci fu verso le 14,46. Quest'orario si deduce dall'ora di partenza di Sabrina e Mariangela da casa Misseri alle 14,42, subito dopo la prima chiamata al cellulare di Sarah, e dai tempi necessari per coprire in automobile la distanza casa Misseri e casa Scazzi, che sono di circa DUE minuti. E non dieci!
Durante quel primo tragitto Sabrina, come dichiara Mariangela a seguito di PRECISA domanda del p.m., NON EFFETTUO' ALCUNA CHIAMATA (tranne la seconda chiamata al cellulare Sarah registrata dai tabulati alle 14.44,34") (6a udienza pag 135)"

A tacer del fatto che non ha senso chiamare la zia, quando quel primo giro ha il precipuo scopo di verificare se Sarah sia lungo la strada e solo in seconda battuta, non trovatala, di recarsi fino a casa sua.
Ma comunque questa è una chiacchiera, quelli postati sono dati processuali.

Ottima osservazione.

(e perdona l'ardire d'interessarmi a un tuo scritto :P ;) )

manlio.tummolo ha detto...

La lettura, anche solo parziale, degli atti dimostra come difesa ed accusa si fondino sul nulla: poniamo la questione della rimessione dei giudici per cause "ambientali": era facile rispondere, come hanno risposto, che la questione riguarda l'intero territorio nazionale; ma non mi pare che la difesa abbia considerato che la solidarietà fra i magistrati tarantini ha fatto sì che tutte le irregolarità procedurali, a partire dal boicottaggio e dalle minacce alla difesa delle due donne (e di altri...), rendevano impossibile un corretto dibattito. Che i mezzi di informazione italiani siano quelli che sono, lo constatiamo giorno per giorno (non per nulla proprio dal 2010 diedi la disdetta dell'abbonamento alla RAI, e tuttora devo combattere per non essere costretto a finanziare quell'organo assolutamente fazioso e propagandistico, ateo e materialista, ed insieme clericale e pontificio), ma la questione era ben altra: ovvero, la faziosità assoluta della Magistratura locale, a livello di I come di II grado. Il punto da sottolineare era questo, ma evidentemente agli avvocati è mancato il coraggio.

Né mi pare si sia ribadito che non c'è il "dubbio", ma l'assoluta certezza, scientificamente provata, che quella ragazza non è stata uccisa in quel luogo, nessuna traccia essendovi stata trovata. E, per aggravio della cosa, si sono inquinate prove possibili devastando il terreno attorno al pozzo/cisterna, senza ricercarvi metodicamente tracce delle presenze su quel luogo in quei giorni.

Ciarle, ciarle, ripetizioni di ciarle, nenie e mantra tipiche dei giuristi, abituati da "tempo immemorabile" a ripeterle con ossessione, convinti magicamente che una cosa si realizzi, se si ripete un numero definito di volte .

Giacomo ha detto...

ALTRO PUNTO CRITICO DELLA SENTENZA.
E' noto che all'esito di un udienza dibattimentale drammatica che vide un acceso contrasto tra accusa e Difesa, i fidanzati (che pure nelle prime sit avevano indicato l'avvistamento di Sarah in orario vicinissimo alle 14,30) allargarono la forbice, dichiararando di aver visto Sarah in un arco orario compreso fra le 14,00 (NON PRIMA!) e le 14,30.

Senonché ARBITRARIAMENTE i giudici d'appello, recependo le motivazioni del primo grado, fissano l'ora di avvistamento di Sarah da parte dei fidanzati tra le 13,49 e le 13,54.

Vediamo ora come recitano, sul punto, le motivazioni della Sentenza d'appello alla pag 342 in fondo:
Sulla scorta delle dichiarazioni rese in dibattimento dal Giangrande e dalla Nardelli la Corte di Assise di Taranto è pervenuta alla seguente RICOSTRUZIONE:
- i fidanzati hanno consumato, INTORNO alle 13:00, dopo l'arrivo dei genitori della ragazza, il pasto già preparato da Giusy dopo il suo arrivo a casa alle 12:30;
- dopo il pranzo, durato CIRCA venti minuti, le quattro donne presenti in casa (Giuseppina Nardelli, la madre, la sorella e la cognata) si sono adoperate nel lavare i piatti e rigovernare la cucina, impiegando un tempo che può essere STIMATO in altri quindici-venti minuti, tenuto conto del fatto che tutte si impegnarono nell'attività di pulizia. Si giunge, così AL MASSIMO (???) alle h 13:35-13:40;
- senza avere necessità di cambiarsi, (e uscendo quindi NEL GIRO di 5 minuti, tenendo conto di possibili diverse esigenze), i due fidanzati si sono nuovamente diretti verso il mare
(partendo quindi tra 13:40 e le 13,45 ndr)...
... e sono giunti dopo nove minuti CIRCA (il tempo di percorrenza del tragitto sino al distributore di sigarette, la sosta, l'ulteriore percorso sino al punto di avvistamento di Sarah) alle h 13,49-13,54.

Facciamo una piccola tabella riassuntiva
inizio pranzo CIRCA 13:00 +
durata pranzo CIRCA 20' +
durata pulizie STIMA 15'-20' +
possibili esigenze CIRCA 5' +
Viaggio CIRCA 9' =
------------------------------------------------------
Ora avvistamento 13,49-13,54

Come si nota, si arriva da una serie di addendi APPROSSIMATI ad un'ora PRECISA, compresa tra le 13,49 (notare la finezza di quel 49) e le 13,54.

Bontà sua, la sentenza riconosce che si può "DILATARE L'APPROSSIMAZIONE" dei singole azioni, senza specificare peraltro di quanto.

(continua)...

Giacomo ha detto...

...(continua)

Allora proviamo a effettuare lo stesso "semplice computo" della Corte, limitandoci a dilatare di qualche minuto la durata delle singole azioni.
Supponiamo quindi che il pranzo sia iniziato verso le 13,10, sia durato una trentina di minuti e anche più, considerando che i commensali erano ben SETTE di cui alcuni erano ospiti non abituali, supponiamo che il rigoverno della cucina sia durato anch'esso una mezz'oretta, che le varie esigenze prima di uscire abbiano richiesto una decina di minuti e che infine il viaggio da casa fino all'avvistamento, l'unico in cui sia intervenuto in parte una misura cronometrica, sia durato anch'esso una decina di minuti.

Ecco che la tabella diventa:
inizio pranzo circa 13:10 + 13:10
durata pranzo circa 30' + e siamo alle 13:40
durata pulizie circa 25'-30' + e siamo alle 14:05-14:10
possibili esigenze circa 10' + e siamo alle 14:15-14:20
Viaggio circa 10' = e siamo alle 14:25-14:30
------------------------------------------------------
Ora avvistamento 14,25-14,30

Che come si vede è proprio l'ora di avvistamento che i due fidanzati dichiararono ai carabinieri nella prima sit del 2 settembre (solo una settimana dopo il tragico evento). La sua importanza sta proprio nel fatto che quest'orario indica che alle 14,28 Sarah era ancora viva, lontana da casa Misseri e padrona delle sue azioni, e che quindi lo squillo delle 14,28 che partì dal suo telefonino e REGISTRATO DAI TABULATI lo fece proprio lei.

E fra le due ricostruzioni, quella "compatibile" con l'avvistamento del Petarra, che "fece gli orari" insieme agl'inquirenti, cambiando più volte versione, e quella congruente con lo squillo partito dal telefonino di Sarah, INCISO NEI TABULATI ALLE ORE 14,28, quale sarà la più attendibile?

Saluti a tutti gli amici del blog

Giacomo

Giacomo ha detto...

E.C.
(Ripubblico la seconda parte del commento, perché la tabella non è venuta bene)

...continua

Allora proviamo a effettuare lo stesso "semplice computo" della Corte, limitandoci a dilatare di qualche minuto la durata delle singole azioni.
Supponiamo quindi che il pranzo sia iniziato verso le 13,10, sia durato una trentina di minuti e anche più, considerando che i commensali erano ben SETTE di cui alcuni erano ospiti non abituali, supponiamo che il rigoverno della cucina sia durato anch'esso una mezz'oretta, che le varie esigenze prima di uscire abbiano richiesto una decina di minuti e che infine il viaggio da casa fino all'avvistamento, l'unico in cui sia intervenuto in parte una misura cronometrica, sia durato anch'esso una decina di minuti.

Ecco che la tabella diventa:
inizio pranzo circa 13:10 +
durata pranzo circa 30' +
durata pulizie circa 25'-30' +
possibili esigenze circa 10' +
Viaggio circa 10' =
-----------------------------------------------
Ora avvistamento circa 14,25-14,30

Che come si vede è proprio l'ora di avvistamento che i due fidanzati dichiararono ai carabinieri nella prima sit del 2 settembre (solo una settimana dopo il tragico evento). La sua importanza sta proprio nel fatto che quest'orario indica che alle 14,28 Sarah era ancora viva, lontana da casa Misseri e padrona delle sue azioni, e che quindi lo squillo delle 14,28 che partì dal suo telefonino e REGISTRATO DAI TABULATI lo fece proprio lei.

E fra le due ricostruzioni, quella "compatibile" con l'avvistamento del Petarra, che "fece gli orari" insieme agl'inquirenti, cambiando più volte versione, e quella congruente con lo squillo partito dal telefonino di Sarah, INCISO NEI TABULATI ALLE ORE 14,28, quale sarà la più attendibile?

Saluti a tutti gli amici del blog

Giacomo

Chiara ha detto...

Il pm che gioca a fare il "signor precisino" sugli orari raggiunge il parossismo vero e proprio: mi viene in mente anche la deposizione della morleo, la vicina di casa dei Misseri che nel presunto orario di arrivo di Sarah in via Deledda, percorreva in auto la via e NON avvistava Sarah. Erano le 13.55 ella dice. Che si fa? Si gioca ai piccoli-chimici-del-tempo per dire "eh no, erano le 13.52, non 13.55 (sic) e quindi non ha visto sarah perchè la stessa alle 13.52 stava giusto imboccando via deledda e la morleo la stava lasciando percorrendola in senso opposto, quindi non poteva vederla; o meglio avrebbe potuto se avesse guardato lo specchio retrovisore, ma non lo fece (???).
Rendiamoci conto....se una sentenza del genere regge in cassazione io entro in sciopero :P

ah vorrei buttare lì un altro paio di osservazioni:
a. vogliamo credere al petarra, che si accorse del passaggio di sarah perchè nel silenzio totale di quel primissimo pomeriggio, venne richiamato dallo scalpiccio dei suoi passi? Benissimo, ci spiega allora come non udì (e quindi vide) pochi minuti dopo, la scena da far west che si svolse praticamente di fronte a casa sua, angolo via verdi-via umberto, ossia quella del "rapimento" di sarah, pur trovandosi sul marciapiedi a ramazzare? Voglio dire, oltre ad un furgone (del fioraio) giunse a tutta velocità l'auto di cosima, ci fu sbattere di portiere e ripartenza sprint...i passetti di un uccellino li sente da sopra il ponteggio ma due mezzi motorizzati e portiere che sbattono non li sente dal marciapiedi? Per cortesia...
b. la talpa Massari (che ci vede benissimo anche senza occhiali eh...tutto sfuocato e a macchie di colore, ma ci vede perfettamente! giuro, così a verbale) non ha potuto ahimè vedere gli occupanti della opel "perchè sfrecciava a tutta velocità, lui era accecato dal sole e comunque stava guardando il furgone" (sempre a verbale); in quelle condizioni riesce "soltanto" a vedere la macchiolina sul lato del portapacchi della macchina...ci rendiamo conto?!
c. questione "segreto (di pulcinella?) di sabrina che ha fatto sesso interrotto con ivano", che sarah avrebbe propalato presso il fratello, condannandosi così a morte. Ebbene Claudio nella sua deposizione dice espressamente che l'episodio di cui era stato messo a conoscenza è UN ALTRO, avvenuto in precedenza, quello "della maglietta" (Sabrina si scoprì il seno) quindi la circostanza che sarebbe alla base del delitto, non risulta dimostrata in atti.

Chiara ha detto...

altra "chicca" di Massari:
pagg. 65/66: siccome lui non era PER NIENTE PROPRIO prevenuto verso le misseri, quando "ricordò" che il figuro alla guida della opel era in realtà alla guida del furgone, prese una foto di Sabrina dal giornale, vi disegnò sopra baffi e parrucca riccia, il risultato gli quadrò e portò il tutto ai carabinieri.
Che la macchina fosse precisamente quella di cosima se ne rese conto a settembre, ma lo disse ai carabinieri solo a giugno (quando si ricordò anche che correva, mentre in precedenza aveva andatura normale). Perchè tale ritardo? Perchè aveva paura ad accusarle. Ma a portare la foto pasticciata di sabrina, non solo accusandola ma anche rendendosi ridicolo, no non aveva paura. Lineare come un tornante

Chiara ha detto...

a random, un'altra fallacia logico-argomentativa della sentenza: questione svuotamento gastrico. Il perito del pm, Strada, dice che il processo digestivo può accelerare con lo stress; il perito della difesa produce letteratura in senso opposto (lo stress RALLENTA e addirittura può bloccare la digestione!); non esiste invece letteratura a sostegno di quanto dice Strada.
Cosa fa la corte? dice: ok che non c'è letteratura a sostenere che il processo digestivo accelera con lo stress, ma gli argomenti logici portati da Strada sono convincenti (sic); ok c'è invece letteratura che sostiene il contrario; ok il consulente del p.m. ha ammesso che uno stress quale l'essere vittima di un delitto innesca il secondo meccanismo, ma comunque io Corte accedo alla prima interpretazione perchè quando Strada parla di accelerazione del processo digestivo fa riferimento allo stress, meno forte, causato da un litigio, quindi non c'è contraddizione in realtà, sono semplicemente reazioni diverse a stress diversi ...ma ha presente sta donna che scrive, che Sarah è stata ESATTAMENTE ammazzata?! Che lo stress subito non è solo quello primitivo del litigio, ma quello successivo di venire aggredita e strangolata?!? Ma io resto sconvolta di fronte al coraggio di mettere certi "ragionamenti" cretini nero su bianco!

Chiara ha detto...

Infine (scusate la sequela di commenti) vorrei spendere due parole su cosa sosterrei in merito alla mancata incriminazione di Michele per, quantomeno, concorso morale nel delitto al pari di Cosima. Questa ipotesi è stata esclusa perchè egli dal garage non avrebbe potuto sentire ciò che accadeva in casa e quindi è del tutto credibile che il suo intervento sia cominciato nella fase successiva, una volta chiamato dalle donne a sbarazzarsi del cadavere.
Ora io dico, accediamo pure alla tesi accusatoria; non sappiamo effettivamente dove fosse Michele mentre si compiva il delitto, se non tramite le parole sue e delle donne, ai quali abbiamo deciso di non credere per tutto il resto che dicono (crediamo loro solo quando ci comoda, chiaramente); sappiamo che contrariamente a quanto atteso, ossia che un uomo lavorasse in garage e due donne dormissero al piano di sopra nel silenzio conseguente, una ragazzina uscì correndo (e sbattendo il cancello? comunque basta lo scalpiccio della corsa per attirare l'attenzione, ce lo dice il Petarra) e altre due persone con passo precipitoso aprirono e chiusero gli sportelli dell'auto, l'aria si riempì del rombo di un motore e l'auto di famiglia sfrecciò davanti al garage (pacificamente aperto); quell'auto poi ritornò, venne aperto e chiuso il cancello carrabile, ancora portiere vennero aperte e richiuse, due persone si coordinarono per portare in casa la vittima di un sequestro recalcitrante e spaventata o comunque arrabbiata; è ipotizzabile che già ai primi movimenti descritti, inattesi in quel silenzio e quindi difficilmente non notati (particolarmente l'auto che passava davanti al garage con partenza sprint), Michele Misseri non si portasse all'esterno del garage, vedesse ricomparire l'auto e compiere quell'altro gesto del tutto inusuale quale introdurla nel cortile di casa tramite il cancello carrabile? E' ipotizzabile eccome e nulla sta a prova del contrario.
In quel caso egli avrebbe assistito, con o senza intervento personale, al delitto e in entrambi i casi ne sarebbe stato concorrente. Con cosa possiamo corroborare tale ipotesi? Col fatto che il prosieguo sfugge completamente all'id quod plerumque accidit: egli nel volgere di ristrettissimi minuti era già pronto a prendersi carico del cadavere e nasconderlo agli occhi dell'estranea che sopraggiungeva; tutto ciò è molto più credibile per chi abbia avuto un certo lasso di tempo per elaborare l'evento scioccante occorso ad un familiare per mano di un altro familiare, piuttosto che per chi avrebbe dovuto trovarsi di fronte ad un fatto compiuto e, senza il tempo per adeguare la propria mente alla situazione, abbia efficacemente agito come sappiamo che fece.
Insomma, ciò che voglio dire è che ci sarebbero stati eccome gli elementi per configurare un suo concorso nel delitto (anche solo morale come quello che viene contestato a Cosima per l'inazione mentre Sabrina uccideva): l'accusa - e la sentenza - sono un florilegio di "induzione logica" come quella che ho esposto, ergo assume una valenza piuttosto significativa che proprio solo quando non comodava non sia stata applicata.
Quindi "poche balle": quella di evitare assolutamente in capo al Misseri anche la minima accusa di avere avuto un ruolo nel delitto è stata una scelta del tutto ponderata e il motivo è che da uno spiraglio puoi spalancare un portone: a quel punto, nel confronto tra gli elementi di prova dai quali erano rispettivamente raggiunti i tre imputati in ordine al delitto, Michele ne sarebbe rimasto travolto e le donne assai meno, perchè su Michele sarebbero calati quegli elementi ulteriori - il possesso del telefono della vittima, il ritrovamento del cadavere, le plurime menzogne per scagionarsi dopo la primigenia confessione - che, in presenza di una imputazione per omicidio avrebbero avuto un peso specifico incommensurabile.
Ciò che, secondo le regole processuali, non hanno potuto avere essendo egli imputato per il solo occultamento, così che tali elementi in tale ambito rimasero confinati.

magica ha detto...

inoltre, misseri non sarebbe andato in camera dove dormiva la moglie: per avviasarla che andava in campagna perchè erano scappati i cavalli . discorso del tutto illogico . perchè avrebbe dovuto dire alla moglie questa frase? anzi, non doveva proprio andare in camera , perchè, se era consapevole che moglie e figlia avevano ucciso la nipote . lo scenario doveva essere diverso . mai piu' dopo un omicidio cosima si corica sul letto come non fosse il caso suo .
la frase . sono scappati i cavalli è una frase che si ricordarono cosima e il marito .cosima d'averla sentita dal marito ,ed il marito d'averla detta .in tempi e situazione diverse .

Giacomo ha detto...

A PRPOSTO DELL'SMS "AVVISO SARAH?"
Mariangela alle 14:23 manda a Sabrina l'sms "mi metto il costume e vengo".
A questo punto, secondo la sentenza, scatta tutta una serie di sms depistanti da parte di Sabrina, il primo dei quali sarebbe stato appunto l'sms inviato da Sabrina a Mariangela alle 14:24 "avviso Sarah?".
Dopo una lunga serie di congetture, supposizioni e arzigogoli, la sentenza (pag. 397) asserisce che:
"Il coinvolgimento della gita al mare della propria sorellina, più vicina per età alla Scazzi, da parte di Mariangela Spagnoletti dimostra che per quest'ultima la presenza dell'altra adolescente si presentava come del tutto assodata e assolutamente naturale.
l'UNICA spiegazione che può essere data al messaggio "avviso Sarah?", dunque, è data dall'esigenza di Sabrina Misseri di manifestare falsamente all'esterno che Sarah non fosse mai arrivata a casa sua..."


Ma quello che la sentenza sottace è che il convolgimento della sorellina da parte di Mariangela si ebbe ALL'ULTIMO MOMENTO, solo DOPO che questa ricevette da Sabrina il "depistante" sms "avviso Sarah?".
Difatti, nella sua deposizione, 6a ud 21.02.12 pag 26 rigo 8, Alessandra Spagnoletti, la sorellina di Mariangela, dichiara:
"Che bisognava andare al mare io l'ho saputo QUANDO E' TORNATA dal lavoro mia sorella".
Ma quando esattamente, dopo che Mariangela è tornata, la sorellina ha saputo che doveva andare a mare?
Ce lo dice dice Mariangela nella sua deposizione (6a ud. pag. 126 e segg).
Dopo che il pm l'ha invitata a "ripercorrere in maniera ANALITICA, VISIVAMENTE PROPRIO, quello che ha fatto il 26 agosto", Mariangela risponde, guidata passo passo dal pm:
"Sto al lavoro fino alle due e un quarto, poi torno a casa e invio un messaggio a Sabrina "Il tempo di mettere il costume e vengo" verso le 14,20" (14,23 dicono i tabulati);...
pm:"Poi?"
"Poi ricevo un sms da Sabrina "avviso Sarah?" e io le rispondo: ok";...
.........
pm: "Poi che cosa avviene?"
"POI dico a mia sorella di prepararsi e ce ne andiamo."


Mariangela dice alla sorellina di prepararsi per il mare solo DOPO che ha ricevuto l'sms "avviso Sarah?" ed aver dato l'ok!
Se fosse stata convinta al cento per cento, come aveva dichiarato, che la "partecipazione di Sarah alla gita era scontata" avrebbe avvertito la sorellina all'ultimissimo momento?

Saluti a tutti gli amici del blog

Giacomo

Giacomo ha detto...

Ancora a proposito della presunta falsità dell'alibi di Sabrina Misseri.

Per quanto Sabrina potesse essere fredda e lucida e capace di concepire in pochi istanti non uno, ma tutta una serie di sms "depistanti", compreso addirittura uno squillo che lei stessa avrebbe fatto partire dal telefonino strappato alla cuginetta appena strangolata, NON POTEVA SAPERE, considerato che questa era una conoscenza riservata ai tecnici del gestore del servizio di telefonia mobile, che la casa di Sarah e la propria casa appartenevano alla stessa cella. Anzi poteva benissimo supporre che appartenessero a due celle diverse, stante la relativa distanza, e che quindi si sarebbe subito scoperto IN MODO INEQUIVOCABILE che il telefonino di Sarah, specie per il primo sms in cui si doveva supporre che il telefonino stesse a casa di Sarah, era invece già a casa di Sabrina in via Deledda.

Solo DOPO gli eventi è diventato di dominio pubblico, grazie alle perizie del ROS, che la casa di Sarah e quella di Sabrina appartenevano alla stessa cella, circostanza che rendeva indistinguibile la posizione reciproca dei due telefonini. Ma in precedenza, si ribadisce, la configurazione delle celle era nota in pratica solo ai tecnici del gestore.

MA ALLORA SABRINA COME FACEVA A SAPERLO???

A questa OVVIA domanda la sentenza non ha dato NESSUNA RISPOSTA.

Saluti a tutti gli amici del blog.

Giacomo

Giacomo ha detto...

La fiction entra esplicitamente nella sentenza: Sabrina a scuola di criminalità dal... tenente Colombo!

Nello sforzo di ricondurre ad una condotta "normale" quella attribuita a Sabrina nel crearsi degli sms fasulli, da usare come alibi, ecco un'altra chicca della sentenza (pag 400):

"L'utilizzo, da parte dell'omicida, dell'apparecchio telefonico della vittima, al fine di simularne l'esistenza in vita in orario successivo al decesso, è "stratagemma" FREQUENTEMENTE(!) oggetto di rappresentazioni televisive e cinematografiche".

Buona domenica a tutti.

Giacomo

magica ha detto...

tanti auguri !

dannoso, diabolico, maligno, nefasto, nocivo.

Giacomo ha detto...

Cassazione. 20 febbraio 2017

Da la Stampa 11-1-17

Il 20 febbraio la prima sezione della Cassazione deciderà il destino di Sabrina Misseri e di sua madre Cosima condannate all’ergastolo (sentenza conforme in primo grado e in appello) per l’omicidio di Sarah Scazzi.

Oggi la comunicazione della data agli avvocati delle due donne. Franco Coppi, difensore, di Sabrina insieme a Nicola Marseglia spera «che adesso possa essere fatta giustizia». «E’ un caso che mi tormenta - ha spiegato più volte in questi anni, perché ho la certezza che una ragazza innocente sia in galera».

Una carcerazione preventiva che dura ormai da più di sei anni.

Nel ricorso in Cassazione il professor Coppi rileva come la sentenza di appello «abbia proceduto a ricostruzioni dei fatti attraverso esasperate analisi di tempi e di orari ottenuti attraverso palesi forzature di dati probatori acquisiti al processo (possiamo fin da ora ricordare le acrobazie della sentenza intorno all’orario di uscita di casa di Sarah Scazzi il 26 agosto 2010 e quelle, correlative, in merito agli avvistamenti della giovane da parte di questo o quel testimone)».

E anche che «nel contrasto di due possibili letture dei fatti, abbia sempre privilegiato quella contraria a Sabrina Misseri, nonostante la Corte di Cassazione, nella sentenza 17 maggio 2011, avendo già rilevato l’adozione di siffatto criterio nei provvedimenti cautelari, avesse avvertito che avrebbe dovuto essere seguito il criterio opposto».

Un ricorso che analizza una condanna basata essenzialmente sul racconto di un sogno dove il sognatore non è stato ascoltato in aula. Il fioraio di Avetrana, Giovanni Buccolieri, raccontò alla commessa del suo negozio di avere sognato Cosima e Sabrina che rapivano Sarah trascinandola in auto dopo averla inseguita. La commessa lo ha raccontato alla mamma, Anna Pisanò, e questa lo ha raccontato a un carabiniere. Così Buccolieri ha dovuto spiegarsi in caserma. «Il sogno devo raccontare?» , «Si». Ma nel verbale quel sogno diventa realtà e quando lui chiede che sia specificato che di sogno si trattava scatta l’imputazione per false dichiarazioni al Pm.

E nonostante a Buccolieri bastasse cambiare versione e dire che il sogno era realtà per cavarsi di impaccio, non lo ha mai fatto. «Non voglio andare all’ inferno per aver fatto condannare due innocenti», ha sempre ripetuto. La cosa bizzarra è che si è potuto sottrarre al processo. Quindi in un processo dove il sogno è protagonista il sognatore non c’è. Ma ci sono stati suoi amici e parenti accusati di false dichiarazioni quando hanno ripetuto che loro hanno sempre saputo che si trattava di un sogno e non di realtà. E in appello Prudenzano e Colazzo, rispettivamente suocera e cognato del fioraio, condannati in primo grado per favoreggiamento, sono stati assolti.

Dunque il sogno era tale? E allora dovrebbe, per logica, cadere anche la colpevolezza di Sabrina e Cosima almeno nella parte del rapimento. E anche se i giudici pensano che i due possono essere stati ingannati dal fioraio, come mai allora non si è sentita la necessità di ascoltare il sognatore visto che in ballo ci sono due ergastoli, ossia due sentenze alla morte civile?

continua...

Giacomo ha detto...

...Continua

Ma sono tante le cose che non tornano in questa storia.

5 persone vengono coinvolte in un delitto senza che nessuno abbia la minima esitazione. Nei tabulati telefonici c’è, secondo la difesa, la prova dell’innocenza di Sabrina ma per i giudici lo scambio di sms tra Sabrina e Sarah nei momenti appena precedenti al delitto sono un depistaggio. Quindi Sabrina, che aveva appena ucciso la cuginetta avrebbe provato a farsi un alibi scrivendosi sms dal cellulare di Sarah. Comportamento assurdo, secondo la difesa, per una ragazza che fino a quel giorno non aveva fatto del male a nessuno.

Il medico legale che visitò Michele Misseri in carcere parlò di unghiature sulle braccia di Misseri come se avesse avuto una colluttazione con Sarah. Poi quando l’uomo ritratta e accusa la figlia quelle unghiature diventano sfregi provocati dal lavoro nei campi.

E poi c’è lui, Michele Misseri, che anche ieri ha continuato a ripetere di essere lui è solo lui il colpevole. «Non avrei mai difeso Sabrina se fosse stata lei. Le sarei rimasto vicino ma non mi sarei mai preso la colpa».

Quando Michele Misseri trova il cellulare di Sarah chiama le figlie, che erano a casa, ad Avetrana. E dalla descrizione del telefonino è Sabrina a riconoscerlo, a dire che è di Sarah e a chiamare subito i carabinieri in modo che potessero prenderlo in custodia e analizzarlo. Perché avrebbe dovuto farlo sapendo che sarebbe stato usato contro di lei?

Il professor Coppi nel ricorso rileva anche come la sentenza contestata «non abbia approfondito, ripetendo l’errore della sentenza di primo grado, temi indicati dalle sentenze pronunziate dalla Corte di Cassazione in sede cautelare (per ben due volte la Corte di Cassazione aveva annullato i provvedimenti cautelari emessi nei confronti di Sabrina Misseri per mancanza di sufficienti indizi di colpevolezza) senza offrire motivazione alcuna sulle ragioni di tali omissioni».

E adesso l’ultima parola sul delitto di Avetrana la diranno proprio i giudici della prima sezione della Cassazione.

http://www.lastampa.it/2017/01/11/italia/cronache/delitto-di-avetrana-a-febbraio-cassazione-per-sabrina-misseri-e-la-madre-cosima-B80rmamOUioOGDdn58BtBI/pagina.html

Saluti a tutti gli amici del blog

Giacomo

Vanessa Bonetti ha detto...


Buongiorno signora e signore ,

Se oggi, sono felici e che ho trovato il sorriso. È bene grazie al sig. Gustave Hugo da che ho ricevuto un prestito di 20.000 euros e due dei miei colleghi hanno anche ricevuto prestiti di quest'uomo senza alcuna difficoltà con un tasso di 3% agli anni. Li consiglio più voi non fuorviate persone se volete effettivamente fare una domanda di prestito di denaro per il vostro progetto e qualsiasi altro. Pubblico questo messaggio perché il sig. Gustave Hugo mi ha fatto bene con questo prestito, e prego molto dio e Marie vergine di aversi annunciare un uomo così molto onesto e serio. È tramite un'amica che ho incontrato il questo sig. Gustave Hugo, onesto e generoso che mi ha permesso di ottenere questo prestito dei 20.000 euro. Allora vi consiglio di contattarlo e li soddisfarà per tutti i servizi che gli chiederete.

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amelia ha detto...

interessante rileggersi un po' di cose .. avevo seguito la vicenda abbastanza nei dettagli e pur avendo fatto varie ipotesi di fondo c'era che tutto poteva essere successo tranne quanto raccontato dall'accusa
mi si chiarisce il mistero della frase di sabrina .. il famoso l'hanno presa che non aveva senso detto per un titardo di pochi minuti ad un appuntamento
torna invece perfettamente se riporta lo stato d'animo della madre di sarah
ma qui mi sorge un altro interrogativo . è normale, dato il posto, che per un ritardo di mezz'ora si pensi ad un rapimento e si corra dai carabinieti? immediatamente? vero chè prudenziale .. ma pensare piuttosto ad un giro stupido? ad una fuga? no, pensa subito ad un rapimento a scopo di violenza
non che questo pensiero non sia normale baleni nella mente preoccupatissima di una madre .. verrebbe pure a me . ma cercheri di contenerlo almeno nella prima ora di scomparsa . .